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Il Blog di Etcetera

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Se per contraddistinguere questo territorio, ormai diversi anni fa, è stato scelto il nome di Terre di Castelli, un motivo ci sarà. Dando un rapido sguardo alle principali bellezze offerte dagli itinerari di Etcetera non è difficile individuarlo. Ogni comunità di questa parte di provincia modenese bagnata dal fiume Panaro e distesa all’ombra del primo Appennino è ben custodita dal suo castello (nelle diverse varianti di una rocca, di un antico fortilizio diventato dimora signorile, o anche solo di una torre). Si potrebbe dire che la forma dei merli, i tipici muretti che coronano le sommità di torri e camminamenti, sia una sorta di “logo” che racconta questi luoghi meglio di qualsiasi altro elemento visivo.

In questo articolo faremo un rapido viaggio tra tutti gli edifici simbolo che potrai incontrare durante una visita a Vignola e dintorni.

La Rocca di Vignola: un castello a guardia del fiume

Rocca di Vignolae

La meravigliosa Rocca di Vignola è uno degli edifici di più antico insediamento della provincia di Modena, ed è un esemplare tra i meglio conservati in Italia nel suo genere. Le più antiche testimonianze fanno risalire il primo insediamento fortificato sopra il tufo in posizione dominante sul fiume Panaro all’VIII secolo. Tra le molte vicissitudini tipiche di una struttura militare, anche la Rocca conosce episodi di assedio, distruzioni e ricostruzioni, mantenendo però sempre la sua importanza strategica. La fabbrica della Rocca vive diverse “gestioni”: avamposto di confine tra modenesi e bolognesi nei secoli delle contese tra i comuni e della lotta per le investiture e fortilizio controllato dalla signoria dei Grassoni. La svolta avviene all’inizio del XV secolo con l’instaurazione della signoria dei Contrari, che in quasi due secoli faranno di Vignola un centro più grande e della Rocca una magnifica dimora affrescata. La successiva signoria dei Boncompagni accompagna le vicende del castello vignolese fino all’età moderna. Le tre torri coperte, dette “Nonantolana”, “del Pennello” e “delle Donne”, dominano la vista sulla valle del Panaro, mentre l’interno della Rocca offre lo spettacolo di sale affrescate con motti e imprese, stemmi nobiliari, animali, scene celebrative e di una cappella con scene tratte dai Vangeli Apocrifi. Un gioiello tra pianura e collina che accompagna la vita di questi luoghi da secoli, diventandone il più bel simbolo di civilizzazione.

La Rocca Rangoni di Spilamberto: simbolo e storia di una comunità

Rocca Rangoni

Un edificio che, come la Rocca di Vignola, coniuga le origini militari alla trasformazione in dimora urbana. Nato come insediamento difensivo dei modenesi per il controllo del confine con i rivali bolognesi nel XIII secolo, è diventato in seguito proprietà dei marchesi Rangoni, ai quali deve il nome, rimanendo nelle loro disponibilità per più di 600 anni.
L’impianto della Rocca Rangoni è quadrangolare, con un grande cortile al centro abbellito da porticati. Se la forma esterna ancora richiama le necessità militari con le quali fu fondato, l’aspetto complessivo dell’edificio è quello di un’elegante dimora nobiliare, grazie anche a ciò che ancora si può apprezzare delle pitture che decoravano la facciata. Il contesto dell’edificio è completato da un bellissimo parco al quale si accede attraversando il cortile della Rocca e che conduce fino al fiume.

Castelvetro di Modena e il suo castello “panoramico”

Castello di Levizzano

Il borgo che domina questa bella vallata tra le colline modenesi ha origini molto antiche, probabilmente già del V secolo. L’importanza di Castelvetro come castello viene fatta però risalire all’VIII secolo, quando divenne capoluogo di un feudo e assunse le caratteristiche visibili ancora oggi. Nei secoli successivi, sotto la signoria dei Rangoni, il centro si arricchì di nuovi spazi perdendo le antiche caratteristiche di fortilizio. A Castelvetro, già allora luogo di soggiorni piacevoli, visse per un periodo anche il poeta Torquato Tasso.
Il “look” odierno del centro storico è invece piuttosto recente. Piazza Roma, sulla quale si affacciano i principali edifici, risale al periodo 1934 - 1935, quando vennero abbattuti alcuni edifici per ottenere la vista panoramica sulla vallata e le facciate vennero ricostruite “in stile”, mentre la scacchiera al centro della piazza venne realizzata negli anni Cinquanta.

Il territorio comunale offre poi un altro castello di grande pregio, presso la frazione di Levizzano Rangone. Il primo nucleo è databile al IX secolo, e funse da protezione per la popolazione della zona in caso di assedio. Interventi successivi nel corso dei secoli ne hanno ingrandito il perimetro, aggiunto nuovi edifici e rinforzato le strutture di difesa. Attorno al XVI secolo la signoria dei Rangoni (proprietari del castello dal 1342) decide di cambiarne la funzione e di renderlo una dimora signorile, con la realizzazione dei notevoli affreschi delle “Stanze dei Vescovi”. Un castello di notevole pregio posto in una posizione panoramica tra le più belle del territorio

Il suggestivo borgo-castello di Savignano sul Panaro

Borgo di Savignano

Il nucleo più di antico della comunità è detto “Savignano Alto”, un borgo antico di grande suggestione e fascino. Il Castello di Savignano è noto fin dall’XI secolo ed è dominato da una torre in sasso attorno alla quale si sarebbe poi ampliato il borgo con nuove torri e ordini di mura. La storia del castello e della sua comunità segue complesse vicissitudini storiche, che la vedono ora territorio controllato dai modenesi, ora dai bolognesi, e in seguito territorio dei domini estensi o delle Legazioni Pontificie. La struttura ancora visibile oggi è il risultato di trasformazioni avvenute fino al XVI. Il borgo si trova in posizione dominante sulla pianura sottostante, fungendo da vera e propria “terrazza”, ed è il punto di partenza per escursioni tra le colline che lo attorniano e che regalano scorci di notevole bellezza paesaggistica.